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144 Priacanthus arenatus Corpo relativamente alto e compresso. Occhi molto grandi; bocca larga ed obliqua provvista di piccoli denti conici disposti su una stretta banda sulle mascelle; la spina all’angolo del preopercolo molto piccola negli adulti, variabile nei giovanili; Pinna dorsale continua; pinne pelviche moderatamente lunghe e unite al corpo da una membrana; pinna caudale marginata o lunata. Scaglie piccole, ctenoidi.
145 Acrothamnion preissii Alga filamentosa formata da una parte prostrata dalla quale si dipartono rami eretti alti 3-4 cm, portanti dei verticilli costituiti da due pleuridi primari e due secondari opposti tra di loro. Ciascun pleuride porta pinnule distiche di lunghezza decrescente dalla base verso l’apice alla cui estremità si trova una cellula secretrice. Forma matasse lanose rossastre.
146 Rhizoprionodon acutus Origine della pinna dorsale poco prima del margine libero della pinna pettorale. Origine della pinna anale anteriore alla seconda pinna dorsale. Muso lungo e stretto. Occhi grandi, senza incisioni. Cresta interdorsale assente. Pinne leggermente nerastre. Pinne pettorali con margine chiaro.
147 Tricellaria inopinata La colonia è eretta e biseriata, triseriata alla base delle ramificazioni; formata da internodi di 6-10 autozoeci; questi ultimi, lunghi da 400 a 650 micron, spesso più corti all'estremità distale dell'internodo, si allargano progressivamente dalla parte prossimale a quella distale fino ad una larghezza di circa 200 micron. L'opesia è di forma ovale di 200-280 micron di lunghezza e 125-145 micron di larghezza. Le avicularie frontali sono solitamente assenti. Le avicularie laterali sono quasi sempre presenti e di grandi dimensioni; la loro dimensione maggiore è di circa 150-200 micron e in casi eccezionali di 300 micron; esse possono sporgere lateralmente di 200 micron. La mandibola delle avicularie è triangolare. Vibracularie assenti. Tre grandi spine esterne generalmente presenti, a volte quattro di cui una più allungata e robusta. La più prossimale delle tre spine esterne è solitamente bifida. Si osservano inoltre da due a tre spine interne. L'autozoecio situato nel mezzo delle ramificazioni porta una grossa spina in posizione assiale. Lo scutum è quasi sempre presente, ma variabile per forma e dimensioni, bifido, trifido o ancor più ramificato con contorni generalmente cuneiformi e a volte appuntiti lungo il margine; spesso è invece di piccole dimensioni (90-140 micron di lunghezza; 140 - 190 micron di larghezza massima) e ricopre solo parzialmente l'opesia; il suo punto di inserzione si trova nella zona prossimale dello zoecio, poco al di sotto della metà della lunghezza dell'opesia. Ovicella globosa con diametro di 150-160 micron, di forma simmetrica rispetto all'asse longitudinale, presenta una o due file di piccoli pori disposti ad arco. Il primo di questi archi (distale) conta circa 8 pori, il secondo da 1-6. I pori sono collegati all'orifizio da strie radiali sinuose e tenui. Gli zoeci terminali delle ramificazioni sono più piccoli di quelli prossimali. Il tipo di ramificazione della colonia costituisce una delle numerose varianti del tipo 9 definito da Harmer (1923). La ramificazione è asimmetrica. Visti dorsalmente i due rami, alternativamente quello destro e quello sinistro, si formano l'uno in posizione prossimale rispetto all'altro. La ramificazione della colonia vista dall'alto assume la forma di una V molto aperta. Il polipide possiede 13 tentacoli (negli zoidi terminali della colonia) e occasionalmente 12.
148 Polysiphonia morrowii Talli filamentosi, alti fino a 50 cm, a struttura polisifonica (4 sifoni), costituiti da assi prostrati fissati al substrato per mezzo di rizoidi unicellulari (che rimangono in aperta connessione con la cellula pericentrale da cui si originano) e da assi eretti spiralmente ramificati. La maggior parte dei rami di primo ordine sono ad accrescimento indefinito ad eccezione di quelli basali che sono semplici e fortemente ricurvi. I rami ad accrescimento indefinito danno origine a rami progressivamente più corti fino al quarto ordine. Gli ultimi ramuli sono nettamente appuntiti. Cistocarpi urceolati, ramuli spermatangiali che rimpiazzano il tricoblasto, tetrasporocisti disposte in serie dritte (fino a 9).
149 Crassostrea gigas Conchiglia solida, inequivalve, con la valva sinistra (inferiore) concava, a forma di cucchiaio, quella destra (superiore) è piuttosto appiattita;la regione umbonale spesso è ipersviluppata. Margine delle valve non crenulato. Periostraco sottile. C. gigas, per effeto di vari fattori ambientali, può presentarsi con diversi morfotipi, soprattutto in ambiente lagunare. Attualmente, anche C. angulata è ritenuta una razza di C. gigas.
15 Sargassum muticum Tallo caulescente, alto fino a 3m, fissato al substrato mediante un disco conico, fino a 5 cm in diametro, dal quale si diparte un asse principale cilindrico, perennante, che porta rami primari a loro volta ramificati. Sia i rami primari che i secondari portano delle piccole lamine dall'aspetto di "foglioline" attraversate a volte da una nervature mediana e con i margini leggermente denticolati. Alla base delle "foglioline" si dipartono vescicole aerifere di forma da sferica a piriforme, peduncolate, dette aerocisti che con la loro funzione di galleggiamento fanno sì che il tallo si mantenga eretto. Alla base del peduncolo delle "foglioline" o delle aerocisti si formano dei rametti speciali costituito da un peduncolo sterile (2-10 mm lungo) e da una porzione fertile (ricettacolo), fusiforme, lunga fino a 2-3 cm, in cui si differenziano i concettacoli, all'interno dei quali vengono prodotti gli organi riproduttori, oocisti e spermatocisti.
150 Bonnemaisonia hamifera Talli gametofitici eretti, alti fino a 20 cm, costituiti da un asse largo 1 mm portante rami opposti, spiralati e diseguali. Il ramo più lungo, fino a 2 mm, è curvato all'apice ed è inserito sull'asse principale con un angolo di circa 60°, il ramo opposto è più corto e forma una protuberanza. Alcuni dei rami corti si trasformano in organi riproduttori o in assi indeterminati con la caratteristica forma ad uncino. Il tallo tetrasporofitico è costituito da filamenti uniseriati, irregolarmente ramificati, attaccati al substrato da rizoidi unicellulari o da apteri multicellulari. Ciascuna cellula del filamento porta nella parte superiore una piccola cellula secretrice incolore e rifrangente. I tetrasporiofiti formano in primavera densi ciuffi rosso brillante.
151 Lophocladia lallemandii Tallo filamentoso molto ramificato, alto fino a 12 cm, fissati al substrato mediante un sistema di filamenti prostrati e intricati. Il tallo è costituito da un asse polisifonico (4 sifoni), ramificato dicotomicamente, non corticato, portante ramuli monosifonici, molto sottili, disposti a spirale e ramificati subdicotomicamente. Le tetrasporocisti sono portate da ramuli stichidiali avvolti a spirale. Nel periodo estivo e autunnale forma delicati cespugli simili a piumini di colore rosso porpora aventi 10-15 cm di diametro che ricoprono i fondali.
152 Haminoea cyanomarginata Conchiglia globosa, fragile e traslucida e priva di ornamentazioni. Il margine dell’apertura di forma allungata si spinge oltre la spira. Lo scudo cefalico è biforcato posteriormente e si divide in un paio di lembi ben sviluppati. I lobi parapodiali sono corti.
153 Platycephalus indicus Corpo allungato. Testa depressa, con creste ossee lisce; una piccola spina preoculare; i denti del vomero su una piccola zona trasversale. Due spine preopercolari, la superiore più piccola dell’inferiore. Membrana interopercolare con un piccolo lembo digitiforme. Prima e ultima spina dorsale separate dalle altre.
154 Megalomma claparedei I Sabellidae sono dei policheti tubicoli con prostomio ridotto e fuso al peristomio formante una corona branchiale. Questa struttura è formata da numerosi radioli che a loro volta portano delle pinnule che ne aumentano la superficie. Il corpo è suddiviso in torace e addome. Nel torace il notopodio porta chete e il neuropodio uncini che servono ad ancorare l’animale al tubo. Nell’addome la posizione di chete e uncini è rovesciata. La corona branchiale serve nella respirazione ma soprattutto per la filtrazione. L’anello peristomiale collegato al primo segmento toracico è caratterizzato dalla presenza di un collare atto alla costruzione del tubo. Nella sottofamiglia delle Sabellinae il torace possiede fino a 8 segmenti mentre l’addome è formato da numerosi segmenti. La corona è molto sviluppata e possiede uno scheletro cartilagineo interno come supporto dei radioli. E’ formata da due lobi che portano numerosi radioli. Il genere Megalomma Johansson, 1927, la cui specie tipo è M. vesiculosum Montagu, 1815, è caratterizzato dalla presenta di occhi composti subterlinali dei radioli. E’ presente in Mediterraneo con varie specie. Megalomma claparedei si contraddistingue dale altre specie Mediterranee per avere il collare caratterizzato da due profonde incisioni laterali alla confluenza dorsale dei lobi e per la parte terminale filamentosa dei radioli più dorsali che portano gli occhi, molto sviluppata.
155 Caprella scaura
156 Perophora viridis Colonia con zooidi lunghi circa 2 mm collegati tra di loro mediante stoloni basali da cui gemmano nuovi zooidi. Sifoni con un numero variabile di lobi da 10 a 16 per il sifone orale e da 6 a 12 per quello cloacale. In particolare il sifone boccale presenta lobi di forma allungata (triangolare) di due ordini di grandezza mentre quello cloacale presenta lobi per lo più uguali e arrotondati. 12 corti fasci muscolari si estendono anteriormente sino a circa un quarto della lunghezza dello zooide. Tentacoli orali di tre ordini di grandezza di numero variabile da 20 a 40. Sacco branchiale con 4 file di stigmi con circa 20 tremati per lato negli esemplari adulti. Gli stigmi non sono mai perfettamente allineati. Lungo i vasi trasversali sporgono delle papille biforcate nella porzione laterale del cestello branchiale. Il tubo intestinale è sulla parte sinistra del sacco branchiale. Gonadi sull’ansa intestinale con uova grandi (0,18 mm) di colore bruno circondate da un involucro incolore. Testicolo formato da 5 lobi di colore grigiastro.
157 Dromia spinirostris Carapace arrotondato, convesso, densamente ricoperto di finissime setole. Bordo anteriore ristretto, trispinoso, con dente mediano più piccolo degli altri. Dente sopra-orbitale prominente, margine antero-laterale con quattro piccoli denti, il secondo dei quali più minuto degli altri. Le femmine adulte presentano un solco sternale che, anteriormente, converge alla base del tubercolo mediano. Dimensioni fino a 64 mm.
158 Siganus luridus Corpo slanciato e compresso; pinna caudale tronca. Profilo dorsale della testa ridotto e fortemente concavo sopra la nuca; muso molto spuntato; narice anteriore con un lembo che raggiunge o supera la narice posteriore. Una spina diretta in avanti anteriormente alla pinna dorsale. Scaglie minute.
159 Platynereis australis Il genere Platynereis Kinberg, 1866, presenta proboscide con paragnati chitinosi in entrambi gli anelli (orale e mascellari) ad eccezione dei gruppi I e V, e di due tipi: conici e a barrette pettinate. 4 paia di cirri tentacolari. Parapodi biramosi eccetto i primi due. Le notosete sono solo spinigere e falcigere omogonfe, le prime a volte fuse a formare falcigeri semplici (non articolati); le neurosete includono spinigeri omo- ed eterogonfi, e falcigeri eterogonfi. La specie Platynereis australis (lunghezza ca. 30-50 mm) presenta prostomio più lungo che largo con grossi palpi rigonfi w cirri tentacolari piuttosto lunghi. Proboscide con file oblique di paragnati perttinati in tutti i gruppi degli anelli orale e mascellare ad eccezione del I e V. Parapodi anteriori con due lobi notopodiali grandi e arrotondati, un lobo intermedio piccolo e un lungo cirro dorsale. Nei parapodi posteriori vi sono due lobi notopodiali conoci con cirro dorsale più lungo, ed a volte un rudimentale lobo setigero ed un cirro dorsale della stessa lunghezza.Parapodi posteriori simili ma con lobo più lungo. Le notosete comprendono numerosi spinigeri mentre i falcigeri omogonfi sono assenti; le neurosete includono spinigeri e falcigeri, questi ultimi con articolo a punta ricurva e portante un legamento (tendine) all'estremità. La specie presenta stadio epitoco di heteronereis. Una buona descrizione della specie (anche se non su esemplari Mediterranei) è reperibile in Day (1967).
16 Dyspanopeus sayi Carapace sub-esagonale, superficie minutamente granulata. Fronte divisa in due lobi da un’incavatura mediana. Margine antero-laterale con un dente seguito da un lobo e tre denti acuminati. Chelipedi molto sviluppati, robusti, ineguali, specialmente nei maschi adulti. Mero con un robusto dente subdistale nel margine superiore. Carpo con un dente acuto nel margine distale interno. Palma liscia (nelle femmine si possono osservare due creste longitudinali poco definite sulla superficie dorsale). Apice del primo gonopodio maschile fortemente incurvato lateralmente.
160 Syllis hyllebergi I Sillidi sono policheti tipicamente striscianti con prostomio e parapodi ben sviluppati ma tipicamente uniramosi. Presentano un faringe estroflettibile armato di un dente singolo, o di una corona di denti chitinosi detta trepan. I sillidi del genere Syllis sono caratterizzati dall’avere cirri ed antenne moniliformi e palpi separati distalmente, un solo dente posizionato anteriormente nel faringe. Syllis hyllebergi è caratterizzata dal possedere chete composte di tipo pseudospinigero che in passato era considerato un carattere diagnostico del genere Ehlersia Quadrefages attualmente considerato genere non valido (San Martín, 2003).
161 Dicologlossa hexophthalma Corpo ovale. Entrambi gli occhi sul lato destro, l’occhio superiore ha un diametro più grande dello spazio interorbitale ed è uguale o minore della distanza che lo separa dal profilo dorsale. Narice anteriore sul lato cieco non allargata. Narice anteriore sul lato zenitale non arriva al margine anteriore dell’occhio inferiore. Pinna caudale separata dalle pinne dorsale e anale. 6 ocelli sul corpo, 3 lungo la base della pinna dorsale e tre lungo la base della pinna anale.
162 Saccostrea cucullata Presenta il margine delle valve con crenulazioni lungo l'intero perimetro. La crenulazione del margine della valva destra è costituita da tubercoli robusti e prominenti e quella della valva sinistra da profonde fossette. La superficie esterna della valva sinistra presenta costolature nodulose separate da ampi solchi. Nella valva destra queste costolature sono solo accennate o assenti, mentre risultano evidenti le lamelle fogliari. L'impronta muscolare è sempre ben evidenziata. Differisce dal genere Crassostrea per la presenza delle crenulature lungo il margine delle valve e dal genere Ostrea in cui le crenulature sono limitate al margine anteriore vicino alla cerniera.
163 Branchiomma bairdi I Sabellidae sono dei policheti tubicoli con prostomio ridotto e fuso al peristomio formante una corona branchiale. Questa struttura è formata da numerosi radioli che a loro volta portano delle pinnule che ne aumentano la superficie. Il corpo è suddiviso in torace e addome. Nel torace il notopodio porta chete e il neuropodio uncini che servono ad ancorare l’animale al tubo. Nell’addome la posizione di chete e uncini è rovesciata. La corona branchiale serve nella respirazione ma soprattutto per la filtrazione. L’anello peristomiale, collegato al primo segmento toracico, è caratterizzato dalla presenza di un collare atto alla costruzione del tubo. Nella sottofamiglia delle Sabellinae il torace possiede pochi segmenti in numero variabile mentre l’ addome ne possiede un gran numero, tranne che nelle forme interstiziali. Le caratteristiche che contraddistinguono questa sottofamiglia sono la presenza di uno scheletro come supporto dei radioli e pinnule che sono tutte della stessa lunghezza e che non raggiungono mai l’apice del radiolo. Il collare deriva dal secondo anello peristomiale. I principali caratteri che contraddistinguono il genere Branchiomma Kölliker 1858 sono: presenza di occhi composti lungo i radioli e di piccole appendici, dette stiloidi, disposte lungo i margini dorsali dei radioli; assenza di chete accompagnatrici degli uncini nel torace; setole addominali con limbatura stretta e disposte in ciuffi arrangiati in forma di C; labbri dorsali con appendici radiolari ben sviluppate e appendici pinnulari. Di fatto, i caratteri più evidenti anche senza indagine microscopica risultano proprio quelli relativi alla corona branchiale e cioè occhi composti e stiloidi. Inoltre, l’addome è più lungo del torace, il collaretto è ben sviluppato ed infine l’addome presenta macchie oculari interramali. Branchiomma bairdi misura circa 30 mm, e la corona branchiale ha fino a 24 radioli per lato; Il carattere che contraddistingue questa specie dalle altre specie presenti in Mediterraneo è la presenza di macrostiloidi, un carattere presente solo nell’altra specie introdotta B. boholense e in molte specie indo-pacifiche. Branchiomma bairdi si distingue da B. boholense ( ccon il quale è anche stato confuso vedi Cinar, 2005) perché i ,macrostiloidi sono fusiformi e gli uncini toracici presentano 3 file di denti.
164 Crepidacantha poissonii Zoario incrostante, formante piccole colonie di colore bianco. La parete frontale è liscia e rigonfia. L'apertura primaria è arrotondata al di sopra dei cardelli di forma triangolare; prossimalmente ai cardelli il poster è ampio e basso con bordo prossimale rialzato. Il peristoma è poco sviluppato con una leggera bombatura che si proietta in avanti e rende il bordo prossimale leggermente incurvato. La specie è caratterizzata da due vibracularie poste al di sotto dell'apertura (tutte le altre specie dello stesso genere hanno vibracularie posizionate lateralmente all'apertura). 6-10 spine marginali molto sottili si trovano lungo il margine distale dello zoecio al di sotto del livello dell'apertura. L'ovicella è iperstomiale, piuttosto appiattita nella parte superiore e chiusa da un opercolo.
165 Venerupis philippinarum
166 Grateloupia minima