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1 Pherusella brevituba Zoari chitinosi, unilaminari (non più di 8 zoidi) su foglie di Posidonia. Zoidi distinti di forma ovale-esagonale (lunghezza media: 0.85 mm, larghezza media: 0.57 mm). I pori di comunicazione tra gli zoidi sulle pareti laterali mostrano un anello chitinoso con due perforazioni. Gli autozoidi con in posizione distale un peristomio quadrangolare molto corto (lunghezza 0.09-0.10 mm), più corto della specie P. tubulosa. L'apertura, posta all'estremità del peristomio ha forma rettangolare, larga il doppio della lunghezza (diversamente da P. tubulosa, con forma quadrata). Non sono presenti cenozoeci e spine. Il polipide mostra 23 tentacoli (diversamente dalla specie simile P. flabellaris). All'inizio dello sviluppo lo zoario presenta due serie di zoidi che oppongono le loro parti prossimali. I giovani zoidi hanno forma più ovale che esagonale.
10 Colpomenia peregrina Tallo cavo di forma sferica o ampiamente lobato, liscio e di consistenza membranacea costituito di 1-2 strati di piccole cellule corticali e 2-4 strati di grandi cellule midollari che delimitano la cavità interna. Gli sporangi pluriloculari sono raggruppati in estesi sori che, a differenza di quelli di C. sinuosa che sono coperti da una "cuticola", questi ne sono privi; le parafisi sono unicellulari e claveformi.
100 Lagocephalus sceleratus Corpo oblungo, relativamente slanciato, gonfiabile, coperto di spinule sul ventre e sulla superficie dorsale fino all’origine della pinna dorsale. Pinne senza raggi spinosi. Pinne dorsale e anale in posizione posteriore. Pinna pettorale a margine posteriore arrotondato. Pinna caudale lunata. Due linee laterali separate e continue.
101 Gephyroberyx darwinii
102 Chromodoris quadricolor I rinofori sono lamellati e di colore arancione, come anche il ciuffo branchiale. Il piede è circondato lungo il margine da una banda bianca o arancione.
103 Assiminea gittenbergeri
104 Panulirus regius
105 Actumnus globulus Carapace sub-ovale in senso trasversale con superficie finemente granulosa recante ciuffi di setole. Fronte divisa in due lobi da una fessura sottile e profonda. Fronte, bordo orbitale e dente post-orbitario finemente granulati. Margine antero-laterale del carapace diviso in due lobi arrotondati sub-uguali. Chelipedi robusti di taglia disuguale. Superficie esterna del palmo recante nove file di granuli conici. Dita delle chele tozze. Pereiopodi piuttosto sottili, di taglia decrescente da P2 a P5, con i margini dorsale e ventrale recanti lunghe setole piumose.
106 Womersleyella setacea Talli filamentosi densamente intrecciati, a struttura polisifonica (4 sifoni), costituiti da assi prostrati da cui si originano assi eretti portanti rami subeguali. I talli sono fissati al substrato per mezzo di corti rizoidi separati dalla cellula pericentrale da cui si originano e che terminano con un disco multicellulare. Forma fitti e spessi feltri brunastri su substrati duri ricchi di sedimento.
107 Fabriciola ghardaqa I Sabellidae sono dei policheti tubicoli con prostomio ridotto e fuso al peristomio formante una corona branchiale. Questa struttura è formta da numerosi radioli che a loro volta portano delle pinnule che ne aumentano la superficie. Il corpo è suddiviso in torace e addome. Nel torace il notopodio porta chete e il neuropodio uncini che servono ad ancorare l’animale al tubo. Nell’addome la posizione di chete e uncini è rovesciata. La corona branchiale serve nella respirazione ma soprattutto per la filtrazione. L’anello peristomiale collegato al primo segmento toracico è caratterizzato dalla presenza di un collare atto alla costruzione del tubo. Nella sottofamiglia delle Fabricinae il torace possiede sempre 8 segmenti mentre l’addome ne possiede solamente da 3 a 4. Per questa ragione queste piccole fome hanno le gonadi nel torace. Il collare deriva dal primo anello peristomiale e non è omologo a quello delle Sabellinae. La corona branchiale possiede un paio di cuori branchiali, e pinnule che raggiungono l’apice dei radioli. La caratteristica che contraddistingue questa sottofamiglia è soprattutto l’assenza dello scheletro come supporto dei radioli. Il genere Fabriciola Friedrich, 1939, è caratterizzato dalla presenza di 2 filamenti ventrali non vascolarizzati che il verme utilizza come palpi, nonché di un collaretto ben sviluppato. F. ghardaqa è una piccola specie interstiziale di circa 2 mm con 3 paia di radioli e appendici filamentose ventrali più corte dei radioli che all’apparenza possono essere confuse con le lunghe pinnule. Il collare membranoso ha il margine liscio e ampiamente separato ventralmente. I cuori branchiali sono molto sviluppati.
108 Sphoeroides pachygaster Corpo gonfiabile, testa larga e muso arrotondato. In ogni mandibola due larghi denti che formano una piastra dentale foggiata a becco, con bordo tagliente. Aperture branchiali anteriori alle pinne pettorali. Occhi grandi, spazio interorbitale piatto. Pelle completamente liscia, priva di scaglie, spine e placche ossee. Una linea laterale. Pinne formate da raggi molli segmentati e ramificati. Pinna dorsale singola posizionata posteriormente, pinna anale opposta alla dorsale e di forma simile. Pinna pelvica assente, pinna caudale tronca o leggermente concava.
109 Sphoeroides marmoratus Pesce di piccola taglia. Corpo gonfiabile. Narici all’estremità di un’appendice ovale. Ventre provvisto di spine. Un paio di lembi neri sulla superficie medio-dorsale del corpo. Pinna caudale arrotondata.
11 Psenes pellucidus Corpo compresso, peduncolo caudale sottile. Bocca estesa fino alla parte anteriore dell’occhio. Denti sulla mandibola piatti, simili a coltelli, e lunghi tre volte quelli piccoli e puntuti della mascella. Due pinne dorsali di cui la prima origina all’altezza dell’opercolo davanti all’origine delle pinne pettorali. Pinna caudale forcuta. Scaglie molto piccole ricoprono la base delle pinne dorsali e anale.
110 Polydora colonia Gli Spionidae sono una famiglia che conta un grandissimo numero di specie nel mondo. Presentano due lunghi palpi con i quali raccolgono il film superficiale, ma all’occorrenza li usano anche per filtrare l’acqua. Le interessanti modalità alimentari di questi policheti sono state infatti oggetto di numerosi studi di morfologia funzionale. Sono policheti di piccole dimensioni che colonizzano soprattutto ambienti degradati più facilmente colonizzabili da specie esotiche. Il genere Polydora è caratterizzato dall’avere le chete del 5° chetigero modificate. Polydora colonia si riconosce proprio per la forma particolare di tali chete, ma anche per la presenza di chete modificate negli ultimi chetigeri.
111 Symphyocladia marchantioides Tallo fogliaceo prostrato e fissato al substrato da rizoidi pluricellulari digitiformi. La lamina è costituita da assi polisifonici coalescenti a crescita indefinita che portano ogni due segmenti ramificazioni laterali distiche anch'esse ramificate in modo analogo. Le tetrasporocisti sono situate nelle ramificazioni laterali.
112 Electra tenella Colonie subcircolari. Zoidi subrettangolari-ovoidali, più o meno allungati, separati da profondi solchi. Opesia ovale che occupa quasi l'intera lunghezza della parte frontale dello zoecio, con orlo finemente dentellato. Opercolo arcuato addossato alla parete distale, con margine chitinizzato. Gimnocisti liscia, sviluppata solo prossimalmente ove sono presenti due tubercoli cavi solitamente prominenti ed appuntiti (lunghezza max: 100 micron). La gimnocisti sviluppa inoltre un numero variabile di spine cave, allungate (lunghezza circa 80 micron, diametro circa 18-20 micron) che contornano tutta l'opesia inclinandosi lievemente verso il centro di questa. Criptocisti estremamente ridotta, di aspetto granuloso, più ampia prossimalmente, che tende ad attenuarsi lungo i lati; assente nella parte distale. Organi di comunicazione costituiti da due placche multiporose e da diverse placche uniporose lungo le pareti laterali e da due placche multiporose poste nella metà inferiore della parete distale. Alle biforcazioni degli zoidi, un solo tubercolo presente sugli zoidi iniziali delle nuove file, molto raramente tre. Elevata variabilità dei caratteri morfologici, soprattutto riguardo alla forma e alle dimensioni dei singoli zoidi. Nella medesima colonia sono spesso presenti zoidi stretti e allungati ed altri corti e larghi con dimensioni dell'opesia che variano da 300-500 micron di lunghezza e 150-240 micron di larghezza. All'interno di una medesima colonia si possono ritrovare zoidi totalmente privi di spine, con 1-2 spine, con 10-15 spine. La spina medio-prossimale caratteristica del genere è spesso assente.
113 Callinectes sapidus Carapace ampio, granulato dorsalmente. Fronte con due denti prominenti di forma triangolare. Margine antero-laterale con nove denti, l’ultimo dei quali più lungo, acuto, esteso lateralmente. Chelipedi robusti, più lunghi dei pereopodi ambulacrali; mero con tre robuste spine nel margine interno e una spina subdistale esterna; carpo mancante di spine interne; la superficie dorsale del palmo presenta una carena granulata terminante in spine. Pereopodi piatti. Addome del maschio con i segmenti 3-5 fusi, a forma di T rovesciata.
114 Spirorbis marioni Il genere Spirorbis Daudin, 1800, era precedentemente considerato appartenente alla famiglia Spirorbidae (Pillai, 1970). Tuttavia, in accordo con Fauchald & Rouse (1997), gli spirorbidi sono attualmente considerati serpulidi. Le specie appartenenti al genere Spirorbis presentano tubo opaco, generalmente sinistrorso. Incubazione nel tubo; embrioni disposti in fila, attaccati posteriormente alla parete interna del tubo. Tre segmenti toracici completi. Le chete speciali hanno un’intaccatura tra la lama distale denticolata e l’ala prossimale dentellata; la lama può essere striata trasversalmente. Le chete falciformi sono presenti solo al terzo segmento toracico. La specie Spirorbis marioni presenta tubo destrorso solido, massiccio, di sezione quadrangolare; l’ultima spira solitamente si sovrappone alle precedenti e può sollevarsi verticalmente rispetto al substrato. Opercolo imbutiforme, completamente occupato internamente da un tallone calcareo obconico e massiccio; la placca distale è assai variabile; può essere semplicamente piatta o un po’ convessa con un leggero bordo periferico, oppure nettamente concava, con una escavazione laterale ed una protuberanza digitiforme centrale cui se ne possono aggiungere altre due periferiche. Diametro della spira estrena del tubo di circa 1,5 mm.
115 Distaplia bermudensis Colonie globose di dimensioni variabili sino a 20 cm di diametro, le colonie di piccole dimensioni si presentano peduncolate. Caratteristica evidente della specie oltre agli anelli bianchi intorno ai sifoni (a volte assenti) è quella di avere zooidi ermafroditi organizzati in sistemi circolari o a raggiera. Zooidi di circa 5 mm di lunghezza. Sacco branchiale con 4 file di stigmi con vasi parastigmatici, ampia apertura cloacale munita di linguetta cloacale, 8-9 tentacoli buccali triangolari molto piccoli. Stomaco liscio. Intestino non differenziato con ano bilobato al livello della terza fila di stigmi. Zooidi ermafroditi.
116 Chondria pygmaea
117 Asparagopsis taxiformis
118 Beryx splendens Corpo ovale, oblungo, compresso con una profonda forca caudale. Occhi molto grandi circondati da creste suborbitali. Bocca grande, obliqua, con denti villiformi disposti in bande su mandibole, vomero e palatini. Parte posteriore della mascella ampia. Due sopramascellari. Pinna dorsale più corta dell’anale. Scaglie ctenoidi.
119 Leathesia marina Tallo sferico a volte cerebriforme, gelatinoso, solitario o in colonie, di taglia variabile da 1mm a 10 cm. Esso è costituito da uno strato basale discoide di piccole cellule da cui si originano filamenti eretti ramificati formati da grosse cellule midollari oblunghe e incolori. Lo strato midollare è sormontato da uno strato lacunoso di grandi cellule di forma irregolarmente stellata che divengono rotondeggianti in prossimità della periferia. Lo strato più esterno è costituito da piccole cellule sferiche che portano parafisi e peli.
12 Ficopomatus enigmaticus
120 Novafabricia infratorquata I Sabellidae sono dei policheti tubicoli con prostomio ridotto e fuso al peristomio formante una corona branchiale. Questa struttura è formta da numerosi radioli che a loro volta portano delle pinnule che ne aumentano la superficie. Il corpo è suddiviso in torace e addome. Nel torace il notopodio porta chete e il neuropodio uncini che servono ad ancorare l’animale al tubo. Nell’addome la posizione di chete e uncini è rovesciata. La corona branchiale serve nella respirazione ma soprattutto per la filtrazione. L’anello peristomiale collegato al primo segmento toracico è caratterizzato dalla presenza di un collare atto alla costruzione del tubo. Nella sottofamiglia delle Fabricinae il torace possiede sempre 8 segmenti mentre l’addome ne possiede solamente da 3 a 4. Per questa ragione queste piccole fome hanno le gonadi nel torace. Il collare deriva dal primo anello peristomiale e non è omologo a quello delle Sabellinae. La corona branchiale possiede un paio di cuori branchiali, e pinnule che raggiungono l’apice dei radioli. La caratteristica che contraddistingue questa sottofamiglia è soprattutto l’assenza dello scheletro come supporto dei radioli. Il genere Novafabricia Fitzhugh, 1990, la cui specie tipo è N. chilensis (Hartmann-Schröder, 1962), descritta originariamente come Fabriciola Friedrich, 1939, è stato eretto da Fitzhugh (1990) come risultato di una revisione dei generi delle fabriciinae. Il genere è considerato monofiletico sulla base della riduzione dei labbri dorsali. Il genere era stato segnalato in Mediterraneo da Martin e Giangrande (1991) conb la descrizione di N. bilobata che recentemente però è stta emendata al genere Fabricia (Bick, 2005), ragion per cui attualmente il egnere non era ancora presente in Mediterraneo. Novafabricia infratorquata Fitzhugh 1983 è stata descritta per la zona Caraibica, e recentemente riportata in Mediterraneo per le coste Spagnole (Bick, 2005). Successivamente alcuni individui sono stati reperiti lungo le coste Adriatiche pugliesi (Licciano e Giangrande, in stampa), anche se il numero esiguo e le condizioni degli esemplari non hanno permesso una identificazione sicura e la forma rinvenuta è stata riportata come Novafabricia cfr infratorquata. Novafabricia infratorquata è una piccola specie interstiziale con 3 paia di radioli Il collare è sviluppato solo ventralmente come nel vicino genere Fabricia.